Autenticamente Inautentica
La rivista teatrale italiana
Roberta Candia - Autenticamente Inautentica
Roberta Candia
Autenticamente Inautentica
La rivista teatrale italiana
Pagine 169
ISBN 978-88-6381-060-8
Multimedia 1
Pubblicazione online 10/09/09
Indice sommario
Autenticamente Inautentica
Indice
Breve storia della rivista teatrale italiana
1.1 La nascita della rivista come genere autonomo
1.2 Le infiltrazioni del kitsch
Nascita e sviluppo del ‘sistema-kitsch’
Dall’uomo-massa al kitschmensch
Il manifesto marinettiano sull’arte varia: le radici della rivista
Gli elementi costitutivi della tradizione rivistaiola
5.1 Quadri d’ordine variabile
5.2 Fondamenti coreografici e scenografici
5.3 I simboli scenici della rivista: la scala e la passerella
La rivista e i suoi protagonisti
6.1 Fascino ed eccessi delle soubrette
6.2 Tipicità e kitsch: le formule del comico
Il finalissimo
Roberta Candia è nata a Somma Lombardo in provincia di Varese. Dopo aver conseguito la laurea specialistica in Scienze dello spettacolo e della comunicazione multimediale presso l’Università degli Studi di Milano, ha collaborato con enti e istituzioni pubbliche per l’organizzazione di laboratori teatrali e ha approfondito lo studio del teatro minore, riguardo al quale ha anche pubblicato un saggio sulla rivista online ITINERA. Avvicinandosi col tempo all’aspetto estetico del teatro, i suoi interessi si sono rivolti sempre più decisamente all’ambito della filosofia, nel quale sta per conseguire la sua seconda laurea.

Nell’ambito del cosiddetto teatro minore, esiste un genere che ha trovato il suo pieno sviluppo nel secondo dopoguerra: la rivista. La galleria dei volti dei palcoscenici rivistaioli si è conservata indelebilmente nell’immaginario collettivo per la piacevole frivolezza dei caratteri e l’eleganza ostentata delle forme, sebbene non esistano ancora oggi trattazioni sistematiche che ne ricostruiscano la storia. Questo volume si propone allora di indagarne i momenti salienti, sottolineandone, al di là di una volontà di rivisitazione puramente storica, le modalità di fruizione da parte del pubblico dell’‘Italietta’ postbellica, il quale trova in questo genere una risposta adeguata alla sua necessità di spensieratezza e di evasione. Generata dalla stessa volontà di divertimento fine a se stesso e di disimpegno politico, la ‘rivista a grande spettacolo’ si fa veicolo di quella contaminazione Kitsch che si è vista proliferare in tanta parte dell’arte contemporanea, con i suoi tracolli di stile, ma anche con le sue inoffensive ovvietà.
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