Canoni liquidi
Variazione culturale e stabilità testuale dalla Bibbia a Internet
Domenico Fiormonte - Canoni liquidi
Domenico Fiormonte
Canoni liquidi
Variazione culturale e stabilità testuale dalla Bibbia a Internet
Pages: 195
ISBN 978-88-6381-180-3
Multimedia 16
Anno di prima pubblicazione:
On-line edition 09/11/11
Contents
Domenico Fiormonte
Introduzione. Senza variazione non c'è cultura
Parte I
Marcello Buiatti
I linguaggi della vita
Francesco Benozzo
Dalla filologia tradizionale all’etnofilologia tradizionante
Gian Luigi Prato
Gli scritti biblici tra utopia del canone fisso e fluidità del testo storico
Giovanni Cerri
Omero liquido
Francesco Sferra
La fluidità testuale nelle tradizioni indiane
Parte II
Allessandro Simonicca
La variazione nei processi di trasmissione della cultura
Monica Cristina Storini
Resistere alla stabilità: il canone letterario in un’ottica di genere
Paolo Mastandrea
La memoria insignificante. Inerzie formulari e variazioni foniche nel dettato poetico latino
Domenico Fiormonte, Desmond Schmidt
La rappresentazione digitale della “varianza” testuale
Giulio Lughi
Tra generi e stili: forme di (in)stabilità nei new media
Note sugli autori
Indice dei nomi
A scuola leggiamo e studiamo Omero, Dante o la Bibbia come testi di riferimento: immutabili, fissi, “canonici”. Stabiliti “una volta per tutte”, insomma. I testi canonici sono al centro della nostra identità culturale. Ma come viene tramandata la loro memoria? E come si è costituita la loro presunta stabilità? Uno sguardo alla storia dei testi ci svela che la questione è più complessa di come pensavamo. Tanto le grandi opere dell’antichità, quanto quelle più vicine ai nostri tempi, hanno subito nel corso del tempo innumerevoli metamorfosi, sotto la pressione di eventi sociali e politici, interessi ideologici o religiosi, errori accidentali o consapevoli manipolazioni. Questo volume cerca di fare il punto su tali questioni, mettendo a confronto un gruppo interdisciplinare di studiosi: latinisti, grecisti, sanscritisti, ma anche antropologi, sociologi e informatici, sono chiamati a discutere in modo aperto e al di là delle rigide barriere accademiche che cosa significhi oggi conservare e trasmettere la memoria culturale.
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