La vittima e l’autore di reato sono i protagonisti di un evento delittuoso, facilmente identificabili se l’approccio ed il metodo del criminologo, dell’investigatore o semplicemente di colui che deve dare una risposta, fosse quello di analizzare la scena del crimine come una cosa statica, come una foto senza anima. La risposta sarebbe semplice e semplicistica, quasi comica (estrapolando la parola ”comica” dagli intenti della teoria pirandelliana di distinzione tra comico e umorismo, in cui il comico nasce dal contrasto tra l'apparenza e la realtà mentre l’umorismo da una considerazione meno superficiale della situazione): … “la vittima è quella in posizione orizzontale mentre l’autore di reato è quello in posizione verticale”*.
La risposta assume invece connotazioni più complesse se la scena finale di questo film macabro, di questo stralcio di realtà, fosse analizzata con la curiosità che la verità merita, allora la foto precedentemente menzionata diventerebbe un puzzle, formato da intrecci, in cui, da un suo piccolo primo pezzo iniziale (criminogenesi) se ne sono lentamente aggiunti altri (criminodinamica) che hanno dato vita all’evento reato.
Solo così, scorporando ed analizzando ogni singola parte di questo mosaico criminale, si può arrivare a capire il chi e soprattutto il perché di tutto ciò e capire il ruolo dei protagonisti. E’ solamente diventando a sua volta protagonista che, colui che deve dare una risposta, può tracciare un quadro realistico e reale di ciò che è accaduto “e con grande stupore, magari, accorgersi che la vittima, ogni tanto, sta anche in piedi”*.
Questo libro non ha la mera ambizione di fornire delle risposte, ma bensì quella più alta di far scaturire dalla sua lettura qualche dubbio, qualche domanda, qualche momento di riflessione, di accendere la scintilla della curiosità propria di chi vuole elevarsi dal sofistico “normale”, propria di chi ha abbandonato il vetusto parrucconico metodo d’indagine verificazionista ed ha abbracciato in toto quello di tipo falsificazionista.
(M.Spagnolo)
*: professor Marco Monzani, in maniera ironica, alla prima lezione di Criminologia al CRINVE-Mantova
Stefano Barlati: psichiatra, psicoterapeuta, consulente in ambito psichiatrico-forense, svolge la sua attività lavorativa presso UOP 20 Gardone Val Trompia, facente parte dell’ Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia. Docente al Corso di Laurea in Tecnica della Riabilitazione Psichiatrica presso l’ Università degli Studi di Brescia, è specializzando presso la Scuola di Alta Formazione in Scienze Criminologiche e Metodologie Investigative CRINVE-Mantova.
Maria Elena Menini: psichiatra, psicoterapeuta, svolge la sua attività lavorativa presso l'Azienda USL di Rimini, specializzando presso la Scuola di Alta Formazione in Scienze Criminologiche e Metodologie Investigative CRINVE-Mantova.
Massimo Spagnolo: criminologo, criminalista, dirigente operativo nel settore polizia privata, polizia sussidiaria e sorveglianza, è inoltre consulente in sicurezza privata, urbana e nell’ ambito dell’investigazione privata. E’ fondatore con l’amico Angelo Puccia, coordinatore CRINVE-Mantova, del progetto SAILAB laboratorio di consulenza in indagini forensi. “Per unire le arti ed i mestieri”(n.d.a.) si è iscritto alla Facoltà di Psicologia presso l’Università degli Studi di Parma ed è specializzando presso la Scuola di Alta Formazione in Scienze Criminologiche e Metodologie Investigative CRINVE-Mantova.