Geroglifici, simboli, gesti
Il mito egizio e le origini dell’estetica
|
|
Manuele Bellini
|
|
Geroglifici, simboli, gesti |
|
Il mito egizio e le origini dell’estetica |
| Pages: |
383 |
| ISBN |
978-88-6381-179-7 |
| Multimedia |
1 |
| Anno di prima pubblicazione: |
|
| On-line edition |
09/11/11 |
|
Contents
-
Introduzione. La voce muta di Memnone
-
Avvertenza
-
L’IDEA NELL’IMMAGINE
«Signum harpocraticum»
-
In principio era il geroglifico
-
GEROGLIFICI SIMBOLICI
Tra simbolo e immagine
-
L’ambiguità platonica
-
Simboli neoplatonici
-
Orapollo e le idee rese visibili
-
Perché il mito degli ideogrammi?
-
Vedere i «logoi»
-
I geroglifici e l’«ars memoriae»
-
DAI REBUS AI CENNI
«Ratio docendi» e «artificium occultandi»
-
Favole, gesti e «caratteri reali»
-
«Auree reliquie»?
-
Qual è il mistero dei geroglifici?
-
GEROGLIFICI FANTASTICI
La fantasia è necessaria
-
Tra filologia e filosofia
-
La «favella» vera dei geroglifici
-
Il mito e l’allegoria di Ermete
-
Geroglifici e «universali fantastici»
-
I GEROGLIFICI ESPRESSIVI
L’immagine mediatrice nella «logica poetica»
-
La natura fantastica dell’ingegno
-
I «geroglifici poetici» di Diderot
-
Il linguaggio d’azione e le grida delle passioni
-
Du Bos e la «saltatio»
-
Il «sublime di situazione» e la “pittura” delle passioni
-
Un nuovo culto
-
LA RAGIONE NELL’ARTE
Le idee estetiche, il sublime e le piramidi
-
La piramide e il cristallo
-
L’enigma della Sfinge e la ragione nell’arte
-
Nota bibliografica
-
Indice dei nomi
Il mito dell’antico Egitto come patria di un’antica e misteriosa sapienza
di origine sacerdotale, non alimenta soltanto l’interesse degli
archeologi e la curiosità degli appassionati alla civiltà egizia. L’enigma
dei geroglifici, infatti, interroga anche la filosofia, e il volume
indaga le origini dell’estetica, intesa come scienza della sensibilità,
anche artistica, seguendo un percorso alternativo alla tradizione leibniziano-
wolffiana alla quale per solito si fanno risalire in maniera
univoca. Una via lungo la quale la figura di Giambattista Vico,
smantellando la cultura ermetico-neoplatonica, che vedeva nei geroglifici
i simboli di una misteriosa sapienza riposta di origine sacerdotale,
si pone al centro delle riflessioni settecentesche.
I geroglifici non sono più letti come travestimenti di verità filosofiche,
come voleva la cultura ermetica rinascimentale, né sono pretesti
per la letteratura emblematica cinquecentesca né tantomeno si riducono
a grottesche fantasticherie, ma sono gesti espressivi, fissati nella
scrittura, nei quali prende corpo il primitivo senso estetico del
mondo. Essi mostrano che esiste anche una verità dell’immagine,
che è alternativa alla verità consueta della ragione cartesiana: l’immagine
non è soltanto la traduzione visibile di un concetto, ma il
modo in cui il pensiero, in forma mitica, si fa strada attraverso la
natura fino a diventare spirito.
Questo studio, pertanto, ripercorre sul piano teorico questo divenire,
facendo riferimento ad autori, tra gli altri, come Pico della Mirandola,
Giambattista Della Porta, Giordano Bruno, Marsilio Ficino,
Francesco Bacone, lo stesso Vico, ma anche Warburton, Diderot e
Hegel, che tra loro non sono privi di legami storici, di influenze dirette
o sotterranee, di parentele culturali che affondano le loro radici
nella tarda antichità e nei vari orientamenti della filosofia rinascimentale
e moderna qui presi in esame.