Gilles Deleuze. Lineamenti di una pragmatica intensiva
Luca Carabetta - Gilles Deleuze. Lineamenti di una pragmatica intensiva
Luca Carabetta
Gilles Deleuze. Lineamenti di una pragmatica intensiva
Pagine 285
ISBN 978-88-6381-075-2
Multimedia 1
Pubblicazione online 16/12/09
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Edizione online con volume in brossura € 28.00


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Indice sommario
Gilles Deleuze. Lineamenti di una pragmatica intensiva
Indice
Davide Hume. La soggettivazione come processo relazionale ed empirico
1.“Le relazioni sono esterne ai termini”
2.L’illusione causale necessaria
3.La superficie riflettente dell’immaginazione
4.L’insufficienza pratica della rappresentazione. Hume e Kant
5.La sintesi passiva del tempo
Nietzsche. L’ontologia affermativa
1.La sostituzione di Nietzsche
2.La pratica genealogica
3.Divenire- attivo e divenire-reattivo delle forze
4.La trasmutazione come nichilismo attivo
5.L’immagine dogmatica del pensiero
6.Il lancio di dadi. Dal caso, una necessità
7.Volontà di potenza come affermazione della differenza ed Eterno ritorno come ripetizione della differenza
Henry Bergson. L’ontologia del virtuale
1.Un metodo per le differenze: l’intuizione
2.La durata nell’immediato: molteplicità
3.Il virtuale del tempo, tutta la differenza
4.Il monismo bergsoniano
5.La potenza del virtuale: novità
Spinoza. L’ontologia dell’espressione
1.La filosofia dell’espressione
2.L’idea espressiva
3.La sostituzione di Spinoza, l’etica al posto della morale
Della Differenza
1.Verso un pensiero senza immagine
2.Dall’ontologia alla pragmatica della differenza
Del Tempo
1.Dal tempo originario al fondamento del tempo: le sintesi temporali
2.Lo sfondamento del tempo: prima o poi Cronos muore
Del Senso
1.L’incorporeo come incrinatura indicibile: l’evento pratico e logico
2.La sintesi disgiuntiva e l’Evento-mondo
BIBLIOGRAFIA
«Differenza», «Evento», «Ripetizione», sono i concetti di un orientamento costruttivista che ha liberato per la filosofia spazi di proliferazione concettuale inediti, che l’hanno sottratta alle identità fisse del senso comune e alle ortodossie disciplinari, immettendola su ciò che, al di là di ogni astratto pensiero generale, «forza a pensare»: l’intensivo, le intensità.
Una pratica intensiva appunto, poiché, caduti i presupposti morali della metafisica classica e l’immagine del pensiero ad essa soggiacente (Cogitatio natura universalis), si tratterà di rivolgersi affermativamente a ciò che da sempre è stato estromesso dalla storia della filosofia e dal pensiero in generale, le forze materiali della Terra, i divenire. Si tratta di soglie intensive da superare, eventi al fondo del pensiero che popolano il suo “di fuori”, sempre già lì e sempre ancora da conquistare.
Questo Straniero rivolto ai mari è, oggi più che mai, chiamato a creare nuove pratiche di esistenza, al di fuori del consenso del sentire e del pensare comuni, in vista di un esercizio libero delle sue facoltà, superiore, terraneo, sub-rappresentativo.
In un testo del 1970, “Theatrum Philosophicum”, Michel Foucault così commentava Differenza e Ripetizione: «Si è prodotta una folgorazione che porterà il nome di Deleuze: ora, un nuovo pensiero è possibile; il pensiero, di nuovo, è possibile». Ecco dunque la posta in gioco del pensiero, oggi: «adsorbire» la Terra.


Luca Carabetta (1980), laureato in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli, vive attualmente in Francia dove svolge attività di ricerca sui rapporti tra la filosofia, la letteratura e le arti (cinema, teatro e pittura) nel secondo ‘900.
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