La storia della psicopatologia forense coincide con la definizione del campo entro il quale stabilire, in modo scientificamente corretto, la responsabilità penale dell’autore di reato.
I temi dell’imputabilità e della pericolosità sociale possono essere considerati, a ragione, i classici temi di psichiatria o di psicopatologia forense.
In questo lavoro l’autore ha tentato di “fare ordine” per ciò che riguarda la normativa vigente e la sua concreta applicazione; ha poi proposto alcune riflessioni de jure condendo al fine di adeguare la previsione normativa a quelle che sono le risultanze delle moderne scienze psicologiche e psichiatriche le quali, oggi, rifiutano l’assioma malato di mente = pericoloso sociale.
Tra queste proposte, quella di “sdoganare” la valutazione della pericolosità sociale dalla classica perizia psichiatrica per inserirla all’interno di uno strumento ad oggi sotto-utilizzato per espresso divieto normativo, vale a dire la perizia psicologica o criminologica, ci pare rispondere ad esigenze di tutela sociale emerse con grande forza negli ultimi anni.
Marco Monzani, giurista e criminologo, è docente di Criminologia alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Ferrara e collabora con il “Centro Interdipartimentale di ricerca e servizi in Medicina Legale applicata, Tecniche penalistico-criminologiche e Vittimologia” dello stesso ateneo. Si è occupato in particolare di vittimologia e di reti di sostegno alle vittime di reato. Negli ultimi anni sta orientando il suo lavoro di ricerca nell’ambito della metodologia delle scienze criminali. E’ autore di diverse pubblicazioni scientifiche in ambito giuridico e criminologico tra cui Crimini allo specchio. Omicidi seriali e metodo scientifico (FrancoAngeli editore, Milano, 2007) e, con Sara Bonazza, Dal suicidio rituale al suicidio simbolico: la “vittima di suicidio” (Scriptaweb editore, Napoli, 2009).