Le vie della persuasione sono infinite dal momento che innumerevoli sono i livelli, gli ambiti ed i percorsi dell’agire comunicativo, anche in relazione all’evoluzione delle protesi tecnologiche costituite dai media, il nostro fenotipo esteso.
Il lavoro che mira ad organizzare le teorie classiche della psicologia sociale sull’influenza persuasiva e ad integrarle nella prospettiva memetica di Richard Dawkins, individua nelle strategie di imitazione e nel ruolo percettivo-cognitivo dell’apparenza i fattori che garantiscono vantaggio evolutivo e danno forma alla costruzione della realtà sociale e dell’identità personale.
Partendo dall’osservazione che le teorie sull’influenza sociale portano ad individuare nella distinzione tra persuasione e suggestione un aspetto centrale del discorso sui meccanismi consapevoli ed inconsapevoli e sulle dinamiche di tipo eterodiretto o autoindotto di costruzione della realtà, non sempre convincente appare l’attenzione alternativa con cui, di volta in volta, si è guardato alla struttura propria del messaggio o piuttosto al contesto o, ancora, ai processi che si attivano nelle menti di quanti ne sono esposti. Le teorie ed i modelli appaiono soffrire dei limiti dei contesti storici locali che producono l’interpretazione (si pensi alla contrapposizione tra comportamentismo e cognitivismo, tra teorie del proiettile magico e degli effetti limitati dei media) e delle situazioni specifiche che vengono esaminate (comunicazione interpersonale, gruppi, mass media).
Diversamente, la prospettiva memetica di Dawkins diventa la chiave ermeneutica per ricomporre i tasselli della storia culturale e dell’evoluzione biologica ed avvicinarsi ad una visione integrata sia dei processi persuasivi veicolati acriticamente dalle menti degli individui in forma di manipolazione e conformità, sia dei processi emergenti di consapevolezza che si esprimono in forma di innovazione e pensiero divergente.
Stanislao Smiraglia (Bolzano, 1950) è professore associato di Psicologia Sociale presso l’Università degli Studi di Cassino. Si occupa di processi della comunicazione e di tecniche persuasive con riferimento a diversi ambiti teorici ed esperienziali, in particolare gruppi e organizzazioni e contesto terapeutico nella prospettiva strategica breve. La sperimentazione didattica lo ha sempre visto impegnato nella ricerca e sperimentazione di soluzioni tecnologicamente innovative per agevolare la comunicazione con gli studenti, cercando strumenti sempre più idonei a costruire una conoscenza critica e flessibile.
Il lavoro deve molto al contributo di Daria Grimaldi, sociologa e dottoranda in Psicologia delle emozioni e della creatività artistica presso l’Università degli Studi di Cassino.