Sindrome di Stoccolma
Fenomeno “magico” o interazione umana?
Marco Monzani, Martina Michielan - Sindrome di Stoccolma
Marco Monzani - Martina Michielan
Sindrome di Stoccolma
Fenomeno “magico” o interazione umana?
Pages: 201
ISBN 978-88-6381-146-9
Multimedia 1
Anno di prima pubblicazione: 2012
On-line edition 20/02/12
Contents
Indice
INTRODUZIONE
IL REATO COME FENOMENO RELAZIONALE
1.1 Lo studio del reato fino agli anni ‘50
1.2 La nascita della vittimologia
1.3 La vittima di reato e la relazione con l’autore
1.4 La criminalistica
1.5 La vittima in criminalistica
1.6 La “vittimalistica”
1.7 Il c.d. rischio vittimogeno
1.7.1 Aspetto emotivo e aspetto cognitivo
CAPITOLO I
LA PSICOLOGIA DELLA TESTIMONIANZA
2.1 Testimonianza e memoria
2.2 Le fasi della memoria: percezione, codifica, immagazzinamento e ricordo
2.2.1 Percezione
2.2.2 Codifica
2.2.3 Immagazzinamento
2.2.4 Ricordo
2.3 La memoria e i suoi inganni
2.4 Attendibilità del testimone e credibilità del dichiarato
2.4.1 Il giudizio di attendibilità del testimone
2.4.2 La credibilità del contenuto testimoniale
CAPITOLO II
LA TESTIMONIANZA DELLA VITTIMA
3.1 Peculiarità della testimonianza della vittima
3.2 Vittima-testimone o testimone-vittima?
3.3 La testimonianza della vittima nelle diverse fasi del procedimento e le conseguenze psicologiche della vittimizzazione
CAPITOLO III
SUCCESSO O FALLIMENTO DELLA MENZOGNA: LE VITTIME IN-CREDIBILI
4.1 Successo o fallimento della menzogna
4.2 Introduzione alle “vittime in-credibili”
CAPITOLO IV
LA VITTIMA SIMULATRICE
5.1 Definizione
5.2 Le motivazioni a mentire
5.3 L’intenzionalità quale fattore costitutivo del comportamento menzognero
5.4 Conseguenze giuridiche del comportamento menzognero
CAPITOLO V
LA VITTIMA IMMAGINARIA
6.1 La vittima immaginaria
6.2 Vittima immaginaria e patologie mentali
6.3 Conseguenze giuridiche
CAPITOLO VI
LA VITTIMA NEGATRICE
7.1 La vittima negatrice
7.2 La percezione della propria vittimizzazione secondo Emilio Viano
7.3 La negazione e la rimozione quali meccanismi di difesa
CAPITOLO VII
LA VITTIMA DISSIMULATRICE
8.1 La vittima dissimulatrice
8.2 Le ragioni della dissimulazione
8.3 Le conseguenze della dissimulazione
8.4 Vittime in-credibili a confronto
CAPITOLO VIII
SCHEMI COMPORTAMENTALI TRA AUTORE E VITTIMA
9.1 Schemi comportamentali tra autore e vittima: aspetti di carattere psicologico
9.2 Schemi comportamentali non complementari
9.3 Schemi comportamentali complementari
9.4 Trasformazione dell’immagine della vittima da parte dell’autore
9.4.1 Trasformazione dell’immagine della vittima prima dell’evento delittuoso
9.4.2 Trasformazione dell’immagine della vittima durante l’evento delittuoso
9.4.3 Trasformazione dell’immagine della vittima dopo l’evento delittuoso
CAPITOLO IX
LA SINDROME DI STOCCOLMA
10.1 La relazione autore-vittima durante il reato: terza creatura presente sulla scena
10.2 Le Sindromi da prisonizzazione
10.3 La Sindrome di Stoccolma
10.3.1 Perché si chiama così? La rapina in banca
10.3.2 Che cos’è? Il fenomeno
10.3.3 Le fasi
10.3.4 Il tempo
10.4 Le diverse chiavi di lettura
10.5 La testimonianza
10.6 Sindrome di Stoccolma: fenomeno “magico” o interazione umana positiva?
10.7 La vittima negatrice e la vittima dissimulatrice nella “Sindrome di Stoccolma”: danno psicologico e consapevolezza della vittimizzazione
10.8 Opportunità e nuove prospettive di intervento
CAPITOLO X
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA
APPENDICE
Il fenomeno della c.d. Sindrome di Stoccolma risulta, a tutt’oggi, poco studiato rispetto ad altre situazioni criminologicamente rilevanti. I mezzi di comunicazione di massa, per contro, hanno spesso etichettato situazioni come “tipico caso di Sindrome di Stoccolma” anche quando esse non presentavano praticamente nessun elemento che potesse ricondurle al fenomeno citato.
Lo stesso fenomeno, tuttavia, agli occhi del profano appare spesso come tutt’altro che chiaro, addirittura un fenomeno “magico”, tanto è poco comprensibile e poco intelligibile dal punto di vista razionale e logico.
Dunque: perché, e soprattutto in che modo, si sviluppano queste dinamiche, chiamate col nome di Sindrome di Stoccolma? Le chiavi di lettura fornite no ad oggi, la maggior parte delle quali di stampo squisitamente psicanalitico, tentano di spiegare il fenomeno attraverso l’applicazione di meccanismi di difesa tesi a negare una situazione che per il soggetto risulterebbe assolutamente inaccettabile. Ma siamo certi che tutto ciò abbia a che fare con la causa del fenomeno? E se invece ne rappresentasse il solo eetto? Se così fosse, qual è allora la causa?
Ancora: siamo certi che le caratteristiche della c.d. Sindrome di Stoccolma presentino particolarità e peculiarità tali da renderla assolutamente diversa da qualsiasi altro fenomeno, tanto da meritare una categorizzazione “personalizzata”?
A queste domande gli autori hanno tentato di rispondere attraverso un percorso lungo ma assolutamente logico, percorso che li ha portati ad interrogarsi sull’esistenza o meno del fenomeno stesso giungendo ad una conclusione a dir poco sorprendente e tutt’altro che scontata.

Marco Monzani (Modena, 1969), giurista e criminologo, è docente di Criminologia alla facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Ferrara e collabora con il “Centro Interdipartimentale di Ricerca e Servizi in Medicina legale applicata, tecniche penalistico-criminologiche e vittimologia” dello stesso ateneo. E’ inoltre docente di Psicologia Giuridica al corso di laurea in Psicologia dell’Educazione dell’Istituto universitario SISF di Venezia Mestre. Nello stesso Istituto insegna anche Criminologia e Psicologia Investigativa al “Master universitario interdisciplinare di primo livello in Criminologia, Psicologia investigativa e Psicopedagogia forense”.

Martina Michielan (Scorzè VE, 1986), è laureata in Psicologia con una tesi di laurea in Psicologia Giuridica. Sta ultimando gli studi magistrali in Psicologia Clinica con l’intenzione di dedicarsi anche all’ambito della psicologia giuridica.
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