Violenza della libertà
Per una politica della compassione
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Paolo Capelletti
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Violenza della libertà |
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Per una politica della compassione |
| Pages: |
265 |
| ISBN |
978-88-6381-187-2 |
| Multimedia |
1 |
| Anno di prima pubblicazione: |
2012 |
| On-line edition |
18/01/12 |
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Contents
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INDICE
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VIOLENZA NATURALE
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1. Stato di natura
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2. Eccesso e divieto
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3. Ineluttabilità della violenza
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PRIMO INTERMEZZO – «COLPISCIMI PIÙ FORTE CHE PUOI»
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POTERE E POTENZA
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1. Corpi che si incontrano
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2. Corpi che si conoscono
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3. Corpi che si riconoscono
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4. Corpi che si violentano
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5. Corpi che si rivoltano
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SECONDO INTERMEZZO – «LE PATATE COSTANO GIÀ IL DOPPIO»
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FARE LA VERITÀ
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1. Convivere. Il doppio, l’osceno
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2. Indagare. Il colpevole, la vittima
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3. Imparare. La visione, l’ascolto
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4. 9/11 – La trappola (essere soli)
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5. Fingere. Il detto, il fatto
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TERZO INTERMEZZO – «TUTTO CIÒ CHE NON SIA NORMALE...»
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LUOGO DEL DELITTO
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1. Sia sacro, sia profano
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2. Libero, esclusione
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3. La violenza dell’incredibile
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QUARTO INTERMEZZO – «LA MIA INTERPRETAZIONE DI COME ESSERE UN “PERFETTO CAVALIERE”»
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L’ORRORE È POSSIBILE
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1. Scarti di produzione
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2. Libertà eterna
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3. 9/11 – L’opportunità (essere insieme)
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4. Affondare e compatire
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BIBLIOGRAFIA
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FILMOGRAFIA
La condizione politica contemporanea ha prospettato un razzismo la cui cifra, non più eminentemente biologica, è riconducibile con sempre maggior intensità alla categoria ideologica della libertà. Proprio la libertà è divenuta la misura decisiva della razza buona dalla razza corrotta e chiunque ne metta in discussione il valore politico assoluto si espone già allo scivolamento nell’escluso, nel non-umano. La spartizione tra umano e non-umano si gioca sull’accoglienza dell’istanza libertaria sfrenata e la narrazione collettiva unica che la produce racconta l’invenzione e la continua creazione dell’Umanità, l’affrancamento dell’uomo dal proprio fondo eccessivo e incomprensibile. Eppure, a fronte di una macchina narrativa che tecnicizza la violenza e la libertà per farne strumenti politici globali, sopravvivono lampi di resistenze, esperienze irriducibili alla narrazione unica; sono le immagini del dolore, i fenomeni impossibili da ridurre alla spiegazione e al linguaggio. Sulla superficie di questi eventi intermittenti, su questi nervi scoperti, si gioca una fondamentale questione politica contemporanea: esiste una chance politica che si collochi nella compassione di quelle esperienze dolorose? È possibile ripensare quei lampi per iniziare a sentirli insieme e, in primo luogo, sulle immagini? Questi gli interrogativi che Violenza della libertà, anche attraverso le analisi di autori quali, tra gli altri, Deleuze, Bataille, Žižek, Agamben e Didi-Huberman, si propone di indagare.